Categoria: Shopping

Perfette per un party in piscina after sunset….ovvio a L.A.!

Ieri ho incontrato Mike Vensel nel suo showroom a downtown (Los Angeles) nel fashion district e sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla sua collezione. Semplice ma sexy, molto adatta per esaltare la bellezza californiana o per meglio dire losangelina ed anche perfetta per un inverno (questo video si riferisce alla fall/winter 2013) che non arriva mai permettendo party in piscina tutto l’anno. Quindi. se aveste in progetto di passare le prossime vacanze nella città degli angeli, potrete, sempre, acquistare on line un abito di Mike per avere un fascino irresistibile e sentirvi pienamente a vostro agio durante una festa o una cena dal tramonto all’alba. Mi raccomando non dimenticate il cappello, come abbiamo detto altre volte, must have di questa estate 2013 ed accessorio fondamentale per L.A.

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Amy Glenn per Some/Things con la sua A147G

La collezione SS 2013 di Amy Glenn si chiama A147G e tramite questo video girato per la rivista/agenzia creativa, tutta avanguardia e tendenza Some/Things, potrete ammirare il mondo che gira intorno a questa interessante creativa che vive e lavora a Los Angeles. Tshirt dipinte a mano e gioielli strepitosi di metallo effetto arruginito, invecchiato, sporcato e corde intrecciate a lacci di pelle sono creati in un mix di design, moda, architettura che sono gli elementi ispiratori nella collezione di Amy, il tutto viene personalizzato e fatto a mano. Lenny Kravitz indossa spesso le sue tshirt sotto una giacca di pelle prima di un concerto o di un photoshot e sappiamo quanto lui sia un vero trendsetter…

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Sguardo in “Technicolor”…

Da Make up for ever una palette di colori brillanti, Technicolor Palette, che danno una nuova luce e vita ai nostri occhi.
L’ ispirazione nasce dal passaggio storico negli anni 1930s quando il cinema diventa da bianco e nero a colori accrescendo l’immaginario e la fantasia che la tv ed il cinema ci hanno regalato da sempre.
Questo mix and match di otto sfumature di colori sono create con una luminosa pigmentazione a lunga durata e riflettono uno stile ed un mood adatto per una leggera tintarella in arrivo in questa estate 2013.
Potrete acquistare da Sephora questo prodotto e giocare con le sfumature del giallo e del verde fluorescente mixandolo con il turchese elettrico oppure il marrone-Espresso con il lilla ed il bianco. Buon divertimento!

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Chinglish: gli orrori grammaticali stampati sulle tshirt

Oggi sono di nuovo nella giornata “galleria di foto”. Per l’occasione, però, invece di fare un giro per le strade di Shanghai (anche perché la temperatura primaverile di qualche settimana fa è finita, riportando la città nel solito clima gelido di marzo) ho scelto di mostrarvi, grazie alle foto, il significato del termine “chinglish”. Questa parola, “coniata” a metà del 1900, denota il mix tra la lingua cinese e quella inglese, o meglio, indica tutte quelle parole e frasi in inglese (usate dai cinesi) assolutamente senza senso e/o sgrammaticate. Vi potrei mostrare le foto dei cartelli stradali, dei segnali, delle locandine pubblicitarie o delle insegne di locali pubblici, ma oggi ho scelto di mostrarvi il chinglish nell’abbigliamento. Per maschi, femmine, adulti e bambini. Divertitevi…

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Accessori per capelli come “pioggia” Haute Couture

Se vorrai incontare Yuya Takahashi, trendy designer di pluiehair, dovrai recarti nel salone di bellezza di Sally Hershberger nel centro di L.A., dove lui fa l’ hairstylist e chiedergli di portare la sua collezione per mostrartela. Questa la bellezza di una città come Los Angeles dove la gente a prescindere dalle origini e dalle professioni più diverse, Yuya è giapponese, si inventa qualsiasi cosa per vivere e mantenersi e dove la creatività la potrai trovare ovunque…La collezione di Pluie è nelle boutique più cool e non solo nei saloni di bellezza di L.A. visto che gli accessori per capelli diventano ogni giorno indispensabili per un look perfetto: una vera pioggia di stile e classe per adornare i nostri capelli o le nostre pettinature.

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Just One Eye: galleria di arte e moda a Hollywood


Hollywood, il building art deco di Howard Hughes (interpretato da oscar da Leonardo di Caprio in The Aviator) ed uno store Just One Eye che ti fa rimanere a bocca aperta, non solo per la moda e per l’arte presente ma per l’emozioni e per la bellezza che ti assalgono appena sei dentro.
Non ci troviamo nella solita bella boutique ma in uno spazio enorme con quattro sale piene di arte e moda con quadri enormi alla parete, come quello di di Damien Hirst, e poltrone, divani, mobili vintage o art deco: una perfetta fusione di arte, libri, cataloghi di Tashen e collezioni ricercate di moda. Ed Ruscha che prepara i video per lo store, progetti interessanti tra vari brand come quella tra Newbark e Hoorsenbuhs (uno famoso per la pelletetria, l’altro per la gioielleria) e tante altre collaborazioni o brand mai visti prima a L.A. come Alexander Vauthier e Piece d’Anarchivie. Entrate nel sito e troverete non solo le collezioni in vendita ma anche articoli, editoriali, interviste e tendenze in modo da creare una visione estesa e ricca di informazioni ed input.


Interessante la collezione di borse di coccodrillo di The Row realizzata con Damien Hirst, i riferimenti ai suoi lavori e progetti sono evidenti. conservata in teche di vetro come fossero pezzi di arte, nel website c’è scritto “call for price” cioè che bigogna chiamare per sapere il prezzo….giusto per non restare imbarazzati dalla cifra alla sola lettura!
Galleria di arte e negozio di moda insieme, ricerca, lusso ed una collezione di gioielli stravagante e costosissima. Non poteva che aprire qui a L.A., dove evidentemente c’è gente ancora capace di spendere tanto per il lusso oppure solo per dire di essere nella A-list di Just One Eye. Troverete nel website l’originale e super cool suggerimento: “Joe recommend”…beh, allora se lo raccomanda Joe, abbreviazione di Just One Eye, possiamo essere sicuri che ne valga veramente la pena….no?

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10 motivi per essere a Parigi durante la Fashion Week


Atterrare al Charles de Gaulle in una Parigi, bella e non fredda, per esplorarla durante la fashion week è un privilegio considerevole. Ma, se non vogliamo attendere solo ad eventi e sfilate dei nostri amati designer, potremmo elencare vari motivi per esserci e per godere della città e non solo di estenuanti file o attese all’interno di affollati backstage. Dopo una doccia in albergo cercare subito di recarsi al Palais de Tokyo per prendere un caffè, leggere le riviste messe a disposizione dei visitatori e vedere le ultime esposizioni di artisti emergenti nella splendida galleria. Poi un salto al magico Centre Pompidou per visitare mostre come, ad esempio, quella sul design intramontabile di Eileen Gray.
Poi correre per predere un falafel gustoso al’As Du Fallafel nel quartiere di Le Marais, vi assicuro che resterete soddisfatte e ne vorrete subito un altro; così scappare per vedere le ultime collezioni all’interno del vicino store L’Eclairueur dove potrete ammirare le collezioni di designer come quelle di Alexandre Vauthier e di Thom Browne e tanti altri. Dopo un giretto per le stradine delizione di Le Marais fino alla Place des Vosges, dove sentiremo il profumo di deliziose bakery Jewish e visiteremo gallerie di arte e design, potremo puntare al centro più tradizionale di Parigi, il cuore pulsante del lusso e della moda, e recarci a visitare Colette al numero 213 di rue Saint-Honoré in cerca di Idolize, una nuova pubblicazione di arte e moda nata durante la N.Y. fashion week, e per fare un po’ di ricerca nel tempio delle tendenze. Durante la fashion week parigina trovo molto interessante la scelta delle collezioni che Colette propone, quindi andarci è d’obbligo per gli amanti della moda o del mondo creativo in generale.
Dopo questo camminare un po’ stancante potremmo fare una sosta da Ladurée, famosa pasticceria per macaron e meringhe, in rue de Royale non troppo distante dalla strada dello shopping del lusso che va da Rue Saint-Honoré al Rue du Faubourg Saint-Honoré tra vetrine luccicanti ed estrema eleganza.
A questo punto bisogna organizzare la nostra nightlife parigina, ma come? Magari si potrebbe prendere un drink da Le Georges, ristorante/bar all’ultimo piano con vista su tutta Parigi del Centre Georges Pompidou, e prenotare la nostra cena da Lipp Brasserie, situata su boulevard Saint-Germain, per gustare il piatto,  poco dietetico ma delizioso, a base dei famosi wurstel con crauti e patate (cucina alsaziana). Infine andare a ballare al club Le Baron de Paris, dove durante la fashion week molti dei party più esclusivi vengono organizzati in questo piccolo ma delizioso club dallo stile molto parigino.
Dopo aver preso parte alla vivace nightlife, in giro per locali, non resterà che riposarsi, per poi risvegliarsi con una colazione continentale allo storico Café de Flore

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Meravigliose armature: le creazioni di Dominic Jones

Dominic Jones è un designer di gioielli di raro talento e la sua collezione strepitosa. Basterà guardare questo video per capire il mood e la filosofia del giovane stilista, scoperto da Anna Wintour nel 2009 e diventato così uno dei suoi favoriti. Vincitore di premi importanti ed amatissimo da giovani celebrities, come Rihanna e Florence Welch che vestono le sue creazioni e meravigliose armature (collari e artigli), si trova ora nell’Olimpo del fashion globale.

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Marco Galluzzi e la moda italo cinese

Ed eccolo qui, l’italiano a Shanghai che è arrivato con un progetto, con un’idea, con un sogno… e l’ha realizzato. Ecco Marco Galluzzi, designer, pisano di nascita e shanghainese di adozione che ha creato MG italian fashion studio.
Quando è nata la tua passione per la moda e come è cominciata questa tua avventura da designer?
“La passione per la moda e il design è nata a 9 anni. I miei genitori mi avevano regalato Big Jim ed io mi divertivo a disegnare e tagliare sul tessuto gli abiti per lui mentre mia mamma li cuciva. Per quanto riguarda gli studi inizialmente ho optato per la strada  della ragioneria. Dopo 2 anni, però, mi sono reso conto che non avrei mai voluto passare tutta la vita dietro ad una scrivania e così mi sono ritirato e ho iniziato una scuola privata per imparare realmente a disegnare, fare cartamodelli, tagliare e cucire”
E dopo la scuola?
“Nel1992, dopo 4 anni di scuola e altri corsi, ho iniziato a lavorare per l’azienda italiana ”Applausi divisione abbigliamento” dove ho cominciato a mettere in pratica tutto quello che avevo, fino a quel momento, solo studiato. Nel 2000 sono arrivato a Shanghai, dopo vari anni passati a gestire produzioni per diverse grandi firme della moda italiana in giro per l’Asia”.
Nel 2009, poi, arriva la svolta. “Voglio il mio brand…”
“Nel 2009 ho deciso di provare  a disegnare  un mio prodotto per il popolo cinese.  Il logo l’ho disegnato mentre ero in treno e tornavo a Shanghai da Nanjing, un po’ come J. K. Rowling con Harry Potter, insomma. Un mese dopo l’apertura del negozio e’ stato un susseguirsi di interviste dei media locali e servizi televisivi, non riuscivo nemmeno a crederci”.
Raccontaci un po’ meglio di MG e di come un marchio italiano possa conquistare la Cina
“La mia prima collezione, di 150 modelli, è stata terminata per l’apertura del mio primo negozio a Shanghai nel  novembre 2010. Le mie collezioni sono sempre molto colorate e lo stile è minimalista, tipico dell’Italia, pero’ con richiami al mondo asiatico, una sorta di joint venture  Italia - Cina. I cinesi da 10 anni ad oggi sono cambiati moltissimo perché finalmente comprendo la differenza tra un prodotto di bassa e uno di alta qualità. Il problema? Ancora oggi, purtroppo, non riescono a fare gli abbinamenti tra i vari capi e gli accessori, non hanno un gusto personale e si lasciano trasportare dal marchio.  La mia è una sfida ardua, perché sto cercando di crearmi quella clientela che non ambisce ad indossare un marchio, ma ad essere unica grazie alle mie creazioni”.
E’ cambiato il mondo del design in Cina da quando sei arrivato ad oggi?
“I designer cinesi sono cambiati molto dal 2000 ad oggi. Anche in questo momento, comunque, gli autoctoni non sono creativi e tutto quello che producono lo hanno già visto o fotografato negli appuntamenti modaioli europei, non hanno ancora un loro stile”.
Che suggerimenti daresti ai giovani stilisti in cerca di successo?
“Ai nuovi stilisti che stanno iniziando questo cammino vorrei suggerire una cosa molto semplice: non ascoltate nessuno! Bisogna creare in base al proprio pensiero, solo cosi’ è possibile fare rinascere la vera moda italiana. Rischiate!”.
Che cosa fai in Cina oltre a creare vestiti?
“Oltre a questa grande sfida nella moda mi diletto a suonare in una band di ragazzi italiani. Suoniamo solo musica nostrana e cerchiamo di fare ascoltare e capire ai nostri amici cinesi quanto bello e profondo sia il nostro sound. Durante le notti insonni, invece, dipingo quadri ad olio. Tanti anni fa un amico pittore mi disse: “Marco ,quello che non riesci a dire a parole o a scrivere, esprimilo con una tela. Osservala e con i colori disegna tutto quello che hai dentro di te”. Questa massima la uso pure per le mie creazioni di moda e devo dire che il risultato e’ davvero fantastico”.
Tornerai mai in Italia?
“Dopo 13 anni in Cina non credo che tornerò in Italia. Purtroppo in questo momento non vedo un futuro e sopratutto grandi sbocchi commerciali per la nostra Terra. Sono triste per questo ma cerco di accettare la realtà”.
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Var/City

Una giovane collezione per gli amanti del made in Italy quella che Var/City ha appena lanciato nel mondo del fashion contemporaneo.

Una linea giovane sia per l’uomo che per la donna, applaudita al Pitti a Firenze e il cui eco è arrivato fino alla Grande Mela.

Cappotti, felpe, t-shirt e blazer dai tessuti pregiati adatti alla vita di una metropoli.

Scoprite questo nuovo brand su www.varcityonline.com

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