Categoria: Street Style

Nel cuore della tendenza londinese

In Shoreditch, zona trendy nell’East End di Londra, c’è una strada Red Church Street dove dovrai passare, non solo per fare ricerca di stile e tendenze, ma anche per prendere una birra mentre potrai osservare la gente cool londinese, gli ‘habitué’ del posto,…ovvio che non esiste più avanguardia se non quello indossata o creata dai londinesi che frequentano questa zona. Fermarti al pub The Owl & Pussycat è doveroso quando, dalle 5 pm in poi, tutti saranno fuori con una pinta di birra in mano; così una sosta a visitare lo store Hostem, più avanti, sarà una ottima esperienza per conoscere nuovi designer per la moda maschile, anche se i prezzi altissimi, di tutta la collezione esposta, ti faranno girare un po’ la testa.
Quest’anno hanno aperto anche un bel bar nello store di vintage il cui nome è Maison Trois Garcons, non lontano dal celebre ristorante Les Trois Garcons, che è situato nella strada accanto. Ma ovviamente perndere un drink o un tea sarà solo un pretesto per passare del tempo in questo nuovo spazio e guardare i look dei passanti. Piccoli negozi, bar, il famoso vintage/punk store Sick e molto altro potrai incotrare durante questa passeggiata che da Red Church Street ti porterà a Brick Lane e sicuramente per chi conosce Londra sarà un vero piacere immergersi nella cultura melting pot e nella stravaganza della capitale di sua maestà britannica.

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Frau Ana: la nuova frontiera del fashion food fusion

La sfacciataggine è uno stato d’essere. Il colore è vita. Il rosa è l’amore. E’ così che si presenta il brand cino/tedesco Frau Ana. Un’esplosione di colore, per uomo e donna, che affonda le origini in Germania e si perde tra i grattacieli di Shanghai. Ogni pezzo è fresco e innovativo, influenzato dallo stile anni ’80. Come lo definisce Ana Sieger, designer e fondatrice del marchio? “Vivere ad alta voce con gioia e fiducia”. La sua ultima collezione è una fusione armonica di cibo e moda. Il nome? Fashionably Delicious. Un libro di cucina, una fotostoria di moda, un ricettario per il buono e il bello. Vestiti coloratissimi, cibi dall’aspetto entusiasmante e proposte per design di interni per occasioni speciali. Le parole non rendono bene quello che il brand Ana Frau è in realtà, così, visto che siete troppo lontane per assaggiare il cibo della sua ultima collezione, vi lascio almeno alle foto dei vestiti di Ana.

Frau Ana è disponibile in diversi punti vendita sia a Shanghai che in Europa. Volete saperne di più? Date un occhio al sito internet del marchio: Frau Ana.

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Welcome Spring!

Finalmente sono iniziate le belle giornate qui a New York.

I cappotti si sostituiscono con leggeri trench dai colori più tenui, pesanti stivali di pelle con stivaletti spuntati o decoltè. Occhiali da sole che finalmente fanno il loro dovere di ripararci dal sole, specialmente quando si pranza all’aria aperta.

Ecco un pò di chicche dalla grande mela!

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Spring Breakers for ever!


L’ultimo film, proiettato nelle sale di Los Angeles, di Harmony Korine, l’enfant prodige e bad boy del cinema hollywoodiano, è da vedere assolutamente. Il titolo è Spring Breakers e parla di un rito dell’America moderna, tanto ammirata ed imitata da tutti persino, purtroppo, nei suoi lati più oscuri, promiscui e trash. Un po’ video di MTV ed un po’ videogame pop, questo film parla di giovanissime ragazze, appena maggiorenni, che si perdono e che si “sballano”, durante il loro Spring Break (la settimana di vacanza primaverile degli studenti americani, alla fine di marzo, durante l’anno accademico), in feste ed in bagordi apocalittici. Un trip di musica, party in spiaggia sotto il sole di Miami, e tante droghe, sesso ed alcool ma non solo; quando si vive negli Stati Uniti si possono comprendere meglio questo riti di “cattive abitudini” e basterà guardare le prime scene del film per capire la direzione che Harmony Korine prenderà in un crescendo di perdizione da parte di questa generazione “bruciata” americana.
Un gruppo di giovanissime ragazze dell’ american middle class, con genitori fintamente interessati ai propri figli, che diventano killer e compagne di scorribande di un rapper/gangster fuori di testa, interpretato egregiamente da James Franco, che sembra la cattiva copia, un po’ ridicola, di Al Pacino nel film Scarface.
Miami, con il suo trash, i suoi slam e gang latine o black (nel film troviamo Gucci Mane rapper ormai famoso), fa da sfondo alla vacanza delle protagoniste, sempre in bikini, che non fanno altro che ripetere, completamente perse ed assassine nel loop senza fine della loro follia, “Spring Breakers for ever” così che la loro vita vuota ed orribile possa continuare, in questo modo, per sempre! Harmony Korine, da sempre attentissimo a raccontare i lati della terribile società americana con un linguaggio diretto ed efficace a suscitare emozioni e domande, ha creato un vero cult visionario, realistico e scioccante da 10 e lode.

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Chinglish: gli orrori grammaticali stampati sulle tshirt

Oggi sono di nuovo nella giornata “galleria di foto”. Per l’occasione, però, invece di fare un giro per le strade di Shanghai (anche perché la temperatura primaverile di qualche settimana fa è finita, riportando la città nel solito clima gelido di marzo) ho scelto di mostrarvi, grazie alle foto, il significato del termine “chinglish”. Questa parola, “coniata” a metà del 1900, denota il mix tra la lingua cinese e quella inglese, o meglio, indica tutte quelle parole e frasi in inglese (usate dai cinesi) assolutamente senza senso e/o sgrammaticate. Vi potrei mostrare le foto dei cartelli stradali, dei segnali, delle locandine pubblicitarie o delle insegne di locali pubblici, ma oggi ho scelto di mostrarvi il chinglish nell’abbigliamento. Per maschi, femmine, adulti e bambini. Divertitevi…

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Cina: le “teste” della cintura di sicurezza

Sia chiaro: questo post non è scritto per incitare qualcuno a non indossare la cintura di sicurezza.

In Cina, ahimè, non amano particolarmente le norme di sicurezza stradale. Vedere qualcuno su un ciclomotore indossare un casco è quasi un miraggio, fare una corsa in taxi con il guidatore costantemente al cellulare è un’abitudine, non indossare le cinture di sicurezza una triste realtà. Oggi, quindi, l’argomento di questo post (negativo) è la nuova moda della “testa della cintura di sicurezza”. Quasi tutte le nuove autovetture, ormai, sono provviste di un “fastidioso” allarme che ci ricorda di allacciare la seat belt. Questo, chiaramente, è un problema incredibile per il guidatore cinese medio che non è abituato a queste primarie norme di sicurezza. “Fortunatamente” esiste Taobao che è lì, pronto con la soluzione. Con poco più di 10-15 centesimi di euro, quindi, è possibile acquistare questo piccolo accessorio in plastica che viene agganciato al posto della cintura di sicurezza. Chiaramente, alla luce del basso prezzo e del largo consumo, i produttori hanno cominciato a sbizzarrirsi sui modelli facendo diventare questo accessorio un pezzo fondamentale della moda automobilistica cinese. Non solo colori e temi diversi ma anche “teste” con doppia funzionalità come per esempio l’apribottiglia o il portachiavi. Più sono le funzionalità , i brillantini e il design moderno, più sale il prezzo, fino ad arrivare a circa 1 euro a pezzo. Eccovi la galleria di immagini, a voi i commenti…

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Marzo: una giornata in strada a Shanghai

A Shanghai, finalmente, la temperatura è diventata gradevole. Dopo avere combattuto per mesi il freddo e l’altissimo tasso di umidità adesso sembra che il tempo si sia stabilizzato (ma non lo dico a voce troppo alta perché non si sa mai…). Quale occasione migliore, quindi, per andare a fare un giro in strada e guarda un pò lo street style shanghainese per la primavera 2013?


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Marco Galluzzi e la moda italo cinese

Ed eccolo qui, l’italiano a Shanghai che è arrivato con un progetto, con un’idea, con un sogno… e l’ha realizzato. Ecco Marco Galluzzi, designer, pisano di nascita e shanghainese di adozione che ha creato MG italian fashion studio.
Quando è nata la tua passione per la moda e come è cominciata questa tua avventura da designer?
“La passione per la moda e il design è nata a 9 anni. I miei genitori mi avevano regalato Big Jim ed io mi divertivo a disegnare e tagliare sul tessuto gli abiti per lui mentre mia mamma li cuciva. Per quanto riguarda gli studi inizialmente ho optato per la strada  della ragioneria. Dopo 2 anni, però, mi sono reso conto che non avrei mai voluto passare tutta la vita dietro ad una scrivania e così mi sono ritirato e ho iniziato una scuola privata per imparare realmente a disegnare, fare cartamodelli, tagliare e cucire”
E dopo la scuola?
“Nel1992, dopo 4 anni di scuola e altri corsi, ho iniziato a lavorare per l’azienda italiana ”Applausi divisione abbigliamento” dove ho cominciato a mettere in pratica tutto quello che avevo, fino a quel momento, solo studiato. Nel 2000 sono arrivato a Shanghai, dopo vari anni passati a gestire produzioni per diverse grandi firme della moda italiana in giro per l’Asia”.
Nel 2009, poi, arriva la svolta. “Voglio il mio brand…”
“Nel 2009 ho deciso di provare  a disegnare  un mio prodotto per il popolo cinese.  Il logo l’ho disegnato mentre ero in treno e tornavo a Shanghai da Nanjing, un po’ come J. K. Rowling con Harry Potter, insomma. Un mese dopo l’apertura del negozio e’ stato un susseguirsi di interviste dei media locali e servizi televisivi, non riuscivo nemmeno a crederci”.
Raccontaci un po’ meglio di MG e di come un marchio italiano possa conquistare la Cina
“La mia prima collezione, di 150 modelli, è stata terminata per l’apertura del mio primo negozio a Shanghai nel  novembre 2010. Le mie collezioni sono sempre molto colorate e lo stile è minimalista, tipico dell’Italia, pero’ con richiami al mondo asiatico, una sorta di joint venture  Italia - Cina. I cinesi da 10 anni ad oggi sono cambiati moltissimo perché finalmente comprendo la differenza tra un prodotto di bassa e uno di alta qualità. Il problema? Ancora oggi, purtroppo, non riescono a fare gli abbinamenti tra i vari capi e gli accessori, non hanno un gusto personale e si lasciano trasportare dal marchio.  La mia è una sfida ardua, perché sto cercando di crearmi quella clientela che non ambisce ad indossare un marchio, ma ad essere unica grazie alle mie creazioni”.
E’ cambiato il mondo del design in Cina da quando sei arrivato ad oggi?
“I designer cinesi sono cambiati molto dal 2000 ad oggi. Anche in questo momento, comunque, gli autoctoni non sono creativi e tutto quello che producono lo hanno già visto o fotografato negli appuntamenti modaioli europei, non hanno ancora un loro stile”.
Che suggerimenti daresti ai giovani stilisti in cerca di successo?
“Ai nuovi stilisti che stanno iniziando questo cammino vorrei suggerire una cosa molto semplice: non ascoltate nessuno! Bisogna creare in base al proprio pensiero, solo cosi’ è possibile fare rinascere la vera moda italiana. Rischiate!”.
Che cosa fai in Cina oltre a creare vestiti?
“Oltre a questa grande sfida nella moda mi diletto a suonare in una band di ragazzi italiani. Suoniamo solo musica nostrana e cerchiamo di fare ascoltare e capire ai nostri amici cinesi quanto bello e profondo sia il nostro sound. Durante le notti insonni, invece, dipingo quadri ad olio. Tanti anni fa un amico pittore mi disse: “Marco ,quello che non riesci a dire a parole o a scrivere, esprimilo con una tela. Osservala e con i colori disegna tutto quello che hai dentro di te”. Questa massima la uso pure per le mie creazioni di moda e devo dire che il risultato e’ davvero fantastico”.
Tornerai mai in Italia?
“Dopo 13 anni in Cina non credo che tornerò in Italia. Purtroppo in questo momento non vedo un futuro e sopratutto grandi sbocchi commerciali per la nostra Terra. Sono triste per questo ma cerco di accettare la realtà”.
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Capodanno cinese… 24 ore all’arrivo del serpente

Ci siamo. Mancano poco più di 24 ore al Capodanno Cinese. La sua presenza ormai aleggia pesantemente ovunque: manifesti rossi, lanterne, musiche di natale (????) e, ovviamente, gli immancabili petardi sparati ovunque che sembra quasi di stare a Beirut. Avevo promesso a me stessa che quest’anno sarei riuscita a fuggire dalla Cina a gambe levate almeno due giorni prima del Capodanno. Ho fallito anche questa volta. Con un’orda di turisti in arrivo, una città ormai quasi deserta di stranieri e i ristoranti tutti pressoché chiusi, l’unica cosa da fare è girovagare per la città guardando le vetrine o saltellare qua e là su internet per vedere come questo anno del serpente influenzerà la moda. Ed eccovi quindi alcune foto di abiti e accessori ad edizione limitata, dedicati all’anno del serpente d’acqua.

Polvere compatta Estee Lauder

Scarpe Nike

Jeans Evisu

Stussy tshirt

Sciarpa Alexander McQueen

Hogan

Scarpe Vans

Ciondoli per l'Iphone

Cover della Microsoft

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A NY il freddo si combatte con un bel cappello!

La temperatura a New York oggi è di meno 9 gradi, tradotto: chi esce di casa è un pazzo!

Per i pochissimi passi che si riescono a fare prima del congelamento da quando si esce dal taxi fino alla porta dell’ufficio, l’abbigliamento deve essere perfettamente al riparo dal vento gelido; ed ecco che compaiono cappelli di tutti i tipi.



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